| Il punto del 6 luglio 2011 |
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| Mercoledì 06 Luglio 2011 09:50 |
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Dopo la vittoria alle amministrative e sui referendum, ora il Pd è atteso alla prova dell’amministrazione responsabile, almeno nei comuni dove insieme al centrosinistra è tornato a governare o si è riconfermato. Dopo Vimercate, anche a Desio, Limbiate e Arcore sono già al lavoro le nuove giunte, a cui va un sincero in bocca al lupo. E i primi segnali di discontinuità si sono già visti, ad esempio nel campo della tutela del territorio. A breve, nella primavera prossima, toccherà ad altre importanti amministrazioni brianzole andare al voto, a cominciare da Monza, il capoluogo, ma anche in altre importanti realtà come ad esempio Meda, Lissone, Cesano Maderno. Il centrodestra, anche proprio dopo la caduta di Cesano, amministrazione guidata dalla leghista Marina Romanò, continua a dare segnali di forte instabilità, di cui ne fanno le spese gli interessi dei cittadini, sia in Brianza che nel Paese. Non si contano più i conflitti aperti non solo in Brianza tra Pdl e Lega (e anche all’interno delle due formazioni politiche). Ed è difficile che una coalizione così litigiosa possa produrre nell’immediato qualcosa di buono per il Paese e per il nostro territorio. Eppure i problemi sono ancora tutti sul tappeto. A livello nazionale tra i frutti amari si profila una manovra da più di 40 miliardi nei prossimi 3 anni, che prevede tagli consistenti ai comuni già sfiancati da anni di riduzione delle risorse e che inevitabilmente avrà ripercussioni anche sul nostro territorio. Manovra che si preannuncia ancora più odiosa perché sembra voler scaricare sugli anni 2013 e 2014, cioè su chi governerà dopo, le maggiori riduzioni, senza al momento far sapere nulla su quel che ne sarà della auspicata revisione del patto di stabilità, chiesta a gran voce anche dai leghisti a Pontida (peccato che siano al governo da anni, non potevano chiederlo ma soprattutto ottenerlo prima?!). Rivedere urgentemente il patto significa permettere agli enti locali di poter fare quegli investimenti capaci almeno di rimettere in moto l’economia locale, utilizzando risorse già disponibili, ma appunto ancora bloccate. Il governo naviga a vista, nonostante il partito di Berlusconi abbia un nuovo segretario, Angelino Alfano, eletto per acclamazione. Più un’operazione di facciata che di sostanza, secondo in sostanza quel che ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani, perché il capo “continua ad essere il premier”. E per gettare fumo negli occhi ai cittadini, l’altra componente che governa da tempo il paese e che è più legata al nostro territorio, la Lega Nord, come al solito sostiene le proposte più curiose cercando di farle passare invano come soluzioni possibili ai problemi dei cittadini: come se la proposta dei ministeri al Nord, che Bossi e Calderoli vogliono trasferire nella Villa Reale di Monza entro la fine di luglio, possa risolvere concretamente i problemi delle famiglie che non arrivano a fine mese, dei giovani precari, dell’economia senza un piano di rilancio. Problemi che sino ad ora né il Pdl né appunto Lega Nord sono stati in grado nemmeno di iniziare ad affrontare. Nella Lombardia dell’eccellenza ormai anche la sanità vacilla, come dimostrano i tempi di attesa per le visite specialistiche nell’ospedale di Monza, il rinomato San Gerardo, che si stanno allungando di parecchio, ha denunciato il Pd brianzolo con un’indagine sul campo. Mentre l’ente più vicino ai cittadini dopo i comuni, la Provincia di Monza e Brianza, dopo due anni di esistenza stenta a decollare, ha denunciato il segretario del Pd Gigi Ponti: “E’ una partenza lenta e faticosa – ha commentato - che tradisce le aspettative dei cittadini. Palazzo Grossi può e deve essere utile in tanti ambiti ma deve cambiare passo”. |



