| Il punto dell'11 ottobre 2011 |
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| Martedì 11 Ottobre 2011 09:39 |
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 È fatta. Anche grazie al Pd brianzolo è stata raggiunta la quota di firme necessarie per chiedere l’indizione del referendum contro l’attuale legge elettorale, il porcellum, che in questi anni ha tolto ai cittadini la possibilità di scegliere chi li debba rappresentare in Parlamento. Nei prossimi giorni vedremo se la legge cambierà in meglio, se no sarà la volta di un altro referendum che potrà essere decisivo. Anche per il futuro del governo Berlusconi, che ha appena approvato un’altra manovra durissima, che penalizza i ceti medio bassi e non dà all’Italia prospettive di crescita, anzi deprime le timide spinte che qua e là si registrano. Che i ministeri al Nord, in piccoli spazi della Villa Reale, non servano a nulla se ne sono accorti tutti, dai commercianti di Padova ai sindacalisti della Cisl. Il ministro Calderoli, promotore dell’apertura dei “ministeriâ€, il lunedì è comunque quasi sempre in quegli uffici, per i cui bagni sarà spesa una cifra di 38 mila euro (mentre gli studenti dell’Isa, istituto ospitato in una porzione della villa, faticano a trovare le aule per poter studiare, dato che quelle nella villa sono fatiscenti). Il Pd ha quindi pensato di approfittare della presenza del ministro leghista per consegnare nelle sue mani un documento con sette domande: dal futuro delle province (su cui il governo prima ha detto di volerle abolire poi è tornato sui propri passi), alle risorse che ancora oggi la provincia di Milano guidata dal centrodestra deve a quella di Monza e Brianza, guidata sempre da Pdl e Lega, oppure sullo stato di abbandono in cui versa la Villa Reale. Ma soprattutto nel documento si chiede perché il federalismo promosso e voluto dalla Lega stia producendo solo tagli ai comuni e ai servizi essenziali per i cittadini, dai trasporti alla sanità alla scuola. Domande le cui risposte interessano a tutti i cittadini. “Siamo andati a chiedere conto al ministro, non al ministeroâ€, ha detto il segretario provinciale Gigi Ponti, rispondendo alle polemiche “pretestuose†di alcuni esponenti leghisti. Mentre il capogruppo in Provincia Mimmo Guerriero dopo aver precisato che lo stesso presidente della Repubblica ha sollevato rilievi sull’apertura degli uffici del governo a Monza, ha aggiunto che il ministro “si è assunto degli impegni, vedremo se riuscirà a mantenerli†ha detto riferendosi tra l’altro all’annuncio di Calderoli che ha detto che a proposito delle risorse che Milano deve ancora alla Brianza “si chiuderà in una stanza con Podestà e Allevi fino a quando la situazione non sarà risoltaâ€. Nel frattempo la Lega in provincia, per dirla con i consiglieri democratici di Palazzo Grossi, “è alla frutta e non sa più cosa inventarsi per mascherare i propri fallimenti al governo del Paeseâ€. L’ultimo ordine del giorno presentato dagli uomini del carroccio chiede infatti le dimissioni dei consiglieri democratici che nel 2005, da consiglieri provinciali di Milano, votarono sì all’acquisto delle quote dell’autostrada Milano Serravalle: “Un’operazione giusta - ricordano oggi i consiglieri Pd - fatta per mantenere sotto il controllo pubblico un importante soggetto che sta aiutando il territorio a ottenere le opere infrastrutturali che servono. Siamo sicuri che con la crisi tremenda che ancora c’è i privati avrebbero fatto lo stesso?â€. Evidentemente per la Lega è sempre campagna elettorale. E tra un po’, almeno per diversi comuni della Brianza e per Monza, la campagna elettorale ci sarà sul serio. E a questo proposito il Pd monzese ha lanciato le primarie di coalizione e reso pubblico un documento che contiene i punti essenziali del programma che sarà discusso e approfondito con tutto il centrosinistra nelle prossime settimane. E il 19 ottobre, al Binario 7, alle 21.00, primo appuntamento pubblico con tra gli altri Gigi Ponti, Pippo Civati, Gianni Confalonieri. |



