| Stop ai tagli del governo |
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| Mercoledì 14 Aprile 2010 14:09 |
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La spesa dei Comuni lombardi nel 2008 è scesa di 400 milioni di euro, mentre nello stesso anno l'intero comparto della pubblica amministrazione ha aggravato il suo deficit; i dipendenti comunali guadagnano meno di quelli statali; la media dei dirigenti comunali è di 1 ogni 52 dipendenti, mentre nei Ministeri è di 1 ogni 16; i consiglieri comunali ricevono dai 13 ai 110 (nel solo caso di Milano) euro lordi a seduta, lo stipendio dei Parlamentari supera senza difficoltà i 15mila euro netti al mese. Questi alcuni dei punti sottolineati dagli oltre oltre 500 sindaci lombardi, secondo quanto riferisce Anci Lombardia, che hanno preso parte alla protesta con un corteo da piazza San Babila alla prefettura per riconsegnare simbolicamente la fascia tricolore. Alla manifestazione erano presenti i primi cittadini o loro delegati dei capoluoghi di provincia Varese, Bergamo, Brescia, Pavia, Lecco, Monza, Lodi, Cremona oltre ai sindaci dei comuni più piccoli. Lo Stato trasferisce ai Comuni 220 euro pro capite contro una pressione fiscale media di 7000 euro a cittadino hanno sottolineato i vertici di Anci Lombardia, fondi con cui i Sindaci devono garantire i servizi essenziali ai cittadini. I comuni chiedono quindi: "regole per la finanza pubblica più eque con obiettivi sostenibili", ma anche "un Patto di Stabilità che non mortifichi i Comuni bene amministrati e permetta di fare investimenti, un federalismo vero, basato sull'autonomia fiscale degli Enti Locali, il reintegro del fondo per le politiche sociali". Da dieci anni i comuni denunciano come siano una costante da parte dello Stato i tagli e l'imposizione di obiettivi di risparmio ormai non più sopportabili, senza neanche considerare il fatto che la stragrande maggioranza dei Comuni Lombardi ha i conti in regola. Ma la cosa più insopportabile è la rigidità con cui viene impedito ai comuni di investire i soldi risparmiati. Bloccando i Comuni si arresta la ripresa economica, perché le amministrazioni sono tra i principali committenti per le imprese del territorio. Per di più si tagliano servizi spesso fondamentali ai cittadini disabili, alle scuole sino alle manutenzioni degli edifici pubblici. Nel 2010 il Fondo per le Politiche Sociali è stato ridotto di oltre 20 milioni di euro. |



