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Home Archivio Newsletter ‘Ndrangheta, lettera aperta ad Allevi: si esprima sulle ambiguità del PDL

‘Ndrangheta, lettera aperta ad Allevi: si esprima sulle ambiguità del PDL
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Martedì 31 Agosto 2010 15:53

Gentile Presidente Allevi,

 

Gli avvenimenti di luglio e il dibattito in uno dei recenti Consigli Provinciali in merito agli arresti effettuati nell’ambito dell’operazione “Infinito†hanno di fatto aperto una nuova frontiera per questo territorio che deve necessariamente reagire all’escalation di rivelazioni pubbliche sugli aspetti pervasivi e sul grado di commistione esistente tra ‘ndrangheta e politica.

 

Non è il caso di abbassare la guardia, anzi. Ed è condivisibile che nel suo intervento in Consiglio abbia avanzato un’interessante proposta di unirci tutti insieme per organizzare una grande manifestazione per la legalità in un paese così permeato dalle infiltrazioni malavitose come Desio, dove politica, affari e criminalità hanno saldato un trinomio che deve essere scisso non soltanto con le armi della giustizia, ma anche e soprattutto con la forza della democrazia e della trasparenza.

 

Tuttavia, se l’obiettivo è sicuramente nobile e l’orizzonte della questione morale non è diventato finalmente solo nostro patrimonio ma simbolo di una battaglia comune, sono altrettanto fondamentali i richiami all’impegno politico esplicito senza tentennamenti e l’intransigenza di alcune azioni da intraprendere subito dopo la pausa estiva.

 

Il quadro politico impone una chiara virata e dunque non può essere più tollerato ascoltare da autorevoli componenti del suo partito che boss mafiosi come Mangano possano essere considerati eroi. Lei che ne pensa? E ancora la legge sulle intercettazioni propone o meno un oggettivo indebolimento alle attività di indagine della Magistratura?

Con questa legge in vigore avremmo mai saputo del malaffare, dell’arrogante disinvoltura e delle commistioni politiche che ci hanno così sdegnosamente colpito?

 

A noi sembra che una serena presa di distanza da queste ambiguità possa contribuire ad irrobustire la lotta contro la criminalità in questo territorio. Così come si rendono non più rinviabili gli atti che la Provincia di Monza Brianza può rivendicare tra le sue competenze. A cominciare dal chiedere subito al Prefetto di Milano (perché purtroppo la Brianza non ne ha ancora uno), come ha già fatto formalmente il PD scrivendo al Commissario Saccone, la convocazione del Comitato per la sicurezza. Poi si può partire dai criteri per l’assegnazione degli appalti e subappalti con attenzione in ambito edilizio e infrastruttuale, con il controllo sul ciclo dei rifiuti, per poi proseguire con la gestione dei beni confiscati e con la lotta al lavoro nero e al caporalato, senza trascurare una possibile proposta per un codice deontologico per gli amministratori locali. C’è poi la formazione dei sindaci e delle polizie locali, le campagne di educazione nelle scuole.

 

Questa per noi può essere una base di partenza per sviluppare una concreta e ferma azione di contrasto alla criminalità organizzata nella nostra Provincia. Anche perché, come diceva il giudice Falcone: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioniâ€.

 

I consiglieri del PD in Provincia di Monza e Brianza

 

 

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