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No a contrapposizioni tra organizzazione e innovazione
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Giovedì 11 Novembre 2010 09:19

No a contrapposizioni tra organizzazione e innovazione: cogliere l’aspetto positivo e propositivo emerso da Firenze e il rinnovamento nei fatti che sta prendendo piede nei circoli e tra i militanti del PD: come dice Bersani “l’80% dei segretari provinciali ha meno di 40 anni. Avanti così”.

 Contributo di Adriano Poletti, consigliere provinciale ed ex sindaco di Agrate:

 “Ho riflettuto con attenzione sull’esperienza di Firenze, che vanta tra i suoi due capifila il nostro Pippo brianzolo. Ho letto gli interventi di Renzi e di Civati, ho letto la "Carta" con cui si sono conclusi i lavori, ho letto i commenti di Bersani all'Assemblea dei circoli, avvenuta contemporaneamente a Roma. Mi sembra che da entrambe le esperienze giungano segnali molto interessanti, dei ricchi contributi da cogliere, per il bene del PD, della Brianza e dell’Italia.

 Su questo mi piacerebbe che si aprisse un confronto tra noi. Un PD dell'organizzazione, fondato sul territorio e sui circoli contro un PD dell'innovazione, sia anagrafica che tecnologica? Mi pare uno scontro interno da evitare a tutti i costi.

 Penso, forse ingenuamente, che le migliaia di persone dei circoli che erano con Bersani e le migliaia di persone ciberyoung che erano con Renzi e Civati siano un complessivo straordinario segno di vitalità di ricchezza, di speranza per il Partito Democratico.

 Penso abbia fatto bene Giovanna Melandri ad andare e a dire che ha disapprovato i fischi di Roma (peraltro un po’ gonfiati dalla stampa).

Penso abbia fatto bene Pippo a non usare più la parola "rottamazione", che onestamente è orribile. Penso anche, lo voglio dire, che se si è potuta creare un’area così grande di giovani del PD, nel PD, con il PD, che però non si sentono ben rappresentati al punto di parlare di rottamazione della classe dirigente, sia in qualche modo anche da attribuire ad una rigidità del gruppo dirigente che non ne ha comprese in tempo e in profondità le richieste.

 E credo anche sia vero che è incredibile che il PD non riesca a crescere nei consensi in un momento così devastante per i nostri avversari. Bersani ha detto che ce la faremo, che non siamo ancora il Partito che vorremmo essere ma che ci si sta lavorando. Ha ragione, rimbocchiamoci ‘ste maniche.

 Io sto con lui, lo considero un buon Segretario, e credo convintamente nella necessità di stare sui territori, di aprire Circoli, di parlare con le persone, di fare i “porta a porta”. Ma se sottovaluterà ciò che è avvenuto a Firenze farà un grosso errore. L'innovazione e l'organizzazione possono stare insieme, riconoscersi, apprezzarsi, per far crescere il nostro Partito e farlo davvero diventare il primo in Italia.

 E su alcune sollecitazioni emerse a Firenze spero ci sia apertura. Intanto proviamo a far diventare il PD il primo partito in Brianza.

 Mi permetto di evidenziare che la scelta che abbiamo fatto noi come Gruppo Consiliare, di riconoscere e valorizzare, senza suggerimenti di nessuno, tutte le generazioni e le esperienze interne, di credere nella comunicazione e nel rapporto con i Circoli, di puntare sulla qualità della nostra opposizione, è stata una linea giusta che può diventare ancora più efficace.

 Mi piacerebbe parlarne con voi, con la Direzione Provinciale del Partito, con i giovani della Brianza”.

 

 

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