| Biassono; Alcune considerazioni sul PGT |
| Dai circoli - Biassono |
| Venerdì 02 Settembre 2011 14:55 |
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e altri ancora che potremo conoscere assistendo alla seduta pubblica della Conferenza di Valutazione (seconda seduta) che è fissata per il giorno 15 Settembre 2011 alle ore 10 presso la Sala Civica” Carlo Cattaneo” del Comune di Biassono. L’ipotesi di edificazione di un nuovo plesso scolastico è inaccettabile se ciò comporta la demolizione del plesso S. Andrea e la destinazione della relativa area a edilizia residenziale, indipendentemente dai possibili vantaggi economici. Non è un vantaggio cedere un edificio scolastico funzionante, unico nel suo genere come architettura e come collocazione: consente di fare scuola in modo attivo dal punto di vista didattico e di usufruire di un ambiente ricca di verde; consente l’uscita dei bambini in sicurezza perché su una via poco interessata dal traffico veicolare; è molto scelto dalle famiglie, tanto che vi sono più classi che in piazza Italia, dove la scuola Aldo Moro, soffre per la presenza di spazi pensati per una scuola del dopoguerra. L’edificazione di un nuovo plesso scolastico deve rispondere alle esigenze del servizio scolastico pubblico di oggi e di domani, come la riforma del settore istruzione già prefigura, e non ad altre logiche, effimere vista la congiuntura economica ricorrente. Se l’Amministrazione ritiene che il Paese debba crescere allora deve pensare ai servizi da offrire alle famiglie: nidi, scuola dell’infanzia, scuola primaria, trasporto. Il nuovo Asilo Nido è in costruzione nell’area ex Sasatex; la scuola dell’infanzia statale non c’è! L’opera meritoria della scuola Clotilde Segramora diventa una fatica titanica già insufficiente per la potenziale utenza. Attualmente 270 sono i potenziali utenti dai 3 ai 6 anni. Ci sono alunni per l’attuale scuola Paritaria e per almeno 4 sezioni di scuola dell’Infanzia Statale. Tenendo conto dei tempi di risposta dell’Ufficio Scolastico Regionale, l’autorizzazione sarà graduale, pertanto non bisogna attendere: occorre decidere se dare un servizio all’utenza, con costi sopportati dallo Stato per il funzionamento didattico (insegnanti di classe, e di sostegno se necessarie, personale amministrativo e ausiliario) Quindi perché alienare dal patrimonio comunale un edificio scolastico funzionante, il plesso S:Andrea, per poi costruirne un altro. Per collocarvi le sue classi? Occorre che l’Amministrazione comunale faccia chiarezza: ha a cuore il futuro della scuola o intende ripetere l’ennesimo scambio di cemento per servizi? No dunque alle decisioni unilaterali, apriamo un tavolo di lavoro per prendere decisioni condivise: ascoltiamo davvero i cittadini, le associazioni, le forze politiche sul territorio, perché vi è in gioco l’autonomia dell’Istituto scolastico di Biassono, che deve recuperare utenza rispetto ai 711 frequentanti attuali, se non vuole essere accorpato, visto il documento di programmazione economica varato dal Governo. Ciò non avverrà se tutti i bambini in età prescolare e scolare troveranno un posto nel comune senza doversene andare nei paesi circostanti. Sarebbe opportuna un’indagine conoscitiva come è avvenuto in altri comuni e come la Provincia ha svolto rispetto agli istituti superiori, utile a verificare e valutare i fabbisogni, tenendo a disposizione le aree destinate a servizi non ancora consumate. Prof.ssa Gabriella Romagnoli |



