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Memoria presente e futuro
Dai circoli - Biassono
Martedì 15 Febbraio 2011 22:37

danzamatisse27 gennaio Giornata della memoria, 10 febbraio Giorno del ricordo.  Verso la fine di ottobre 1943 il grande complesso di edifici dello stabilimento per la raffinazione del riso, costruito nel 1913 nel rione periferico di San Sabba, a Trieste, venne trasformato dagli occupanti tedeschi in prigione, campo di smistamento per deportazioni in Germania e deposito di beni razziati agli ebrei e alle popolazioni dei villaggi durante le azioni di rappresaglia in Istria e nel Carso. Dopo qualche mese vennero costruite le celle e l'essiccatoio fu trasformato in forno crematorio: non occorreva costruire il camino in quanto c'era già la ciminiera dello stabilimento alta 40 metri.

Vi persero la vita 5000 persone! Il forno crematorio fu fatto saltare dai nazisti in ritirata nella notte fra il 28 e il 29 aprile 1945 per cancellare gli orrendi delitti (per saperne di più: Risiera di San Sabba).

Nei primi giorni di maggio di quello stesso anno 1945, una cavità, chiamata Pozzo della Miniera, fu usata per nascondere i corpi di centinaia di persone di diversa estrazione, civili e militari quasi tutti italiani, uccisi o precipitati ancora vivi durante l’occupazione di Trieste avvenuta subito dopo la sconfitta dei tedeschi da parte dell’esercito e dei partigiani slavi (per saperne di più: Foiba di Basovizza).

Giovanni Talleri, sopravvissuto alla deportazione, scrive nel 2001 in una rivista culturale edita a Trieste: ”La Risiera è, in Italia, l’unico forno crematorio, e perciò, tristemente, un forte richiamo turistico. Ma non è l’unica testimonianza di che cosa sia stato e continui ad essere l’odio tra i popoli, la violenza, la sopraffazione. Anche le bombe atomiche, infatti, hanno segnato tali caratteristiche di inaudita crudeltà e i gulag, e le foibe del Carso in cui sono stati precipitati ancor vivi tanti esseri umani, per razzismo, per odio, per invidia, per vendetta. Ah, quanti possono essere i motivi del manifestarsi dell’atrocità dell’uomo. E non esiste ragione al mondo per creare graduatorie spaventosamente assurde, per giustificare, per distinguere i delitti buoni dai delitti cattivi, per stabilire una gerarchia che continui a salvare il vincitore e a reprimere il vinto. I delitti sono soltanto delitti. In essi c’è tutta la mostruosità dell’istinto umano. E chi vuol metterci accanto un qualsiasi attributo ergendosi a giudice, denuncia solamente la sua innata predisposizione a ripeterli.”

La maggiore conoscenza dei fatti accaduti, ci aiuti a scongiurare con ogni mezzo i delitti contro l’umanità.

 
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