| Memoria presente e futuro |
| Dai circoli - Biassono |
| Martedì 15 Febbraio 2011 22:37 |
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Vi persero la vita 5000 persone! Il forno crematorio fu fatto saltare dai nazisti in ritirata nella notte fra il 28 e il 29 aprile 1945 per cancellare gli orrendi delitti (per saperne di più: Risiera di San Sabba). Nei primi giorni di maggio di quello stesso anno 1945, una cavità, chiamata Pozzo della Miniera, fu usata per nascondere i corpi di centinaia di persone di diversa estrazione, civili e militari quasi tutti italiani, uccisi o precipitati ancora vivi durante l’occupazione di Trieste avvenuta subito dopo la sconfitta dei tedeschi da parte dell’esercito e dei partigiani slavi (per saperne di più: Foiba di Basovizza). Giovanni Talleri, sopravvissuto alla deportazione, scrive nel 2001 in una rivista culturale edita a Trieste: ”La Risiera è, in Italia, l’unico forno crematorio, e perciò, tristemente, un forte richiamo turistico. Ma non è l’unica testimonianza di che cosa sia stato e continui ad essere l’odio tra i popoli, la violenza, la sopraffazione. Anche le bombe atomiche, infatti, hanno segnato tali caratteristiche di inaudita crudeltà e i gulag, e le foibe del Carso in cui sono stati precipitati ancor vivi tanti esseri umani, per razzismo, per odio, per invidia, per vendetta. Ah, quanti possono essere i motivi del manifestarsi dell’atrocità dell’uomo. E non esiste ragione al mondo per creare graduatorie spaventosamente assurde, per giustificare, per distinguere i delitti buoni dai delitti cattivi, per stabilire una gerarchia che continui a salvare il vincitore e a reprimere il vinto. I delitti sono soltanto delitti. In essi c’è tutta la mostruosità dell’istinto umano. E chi vuol metterci accanto un qualsiasi attributo ergendosi a giudice, denuncia solamente la sua innata predisposizione a ripeterli.” La maggiore conoscenza dei fatti accaduti, ci aiuti a scongiurare con ogni mezzo i delitti contro l’umanità. |



