| A proposito di... scuola pubblica |
| Dai circoli - Biassono |
| Giovedì 24 Marzo 2011 21:23 |
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L’insegnate unico (=1 per classe) alla scuola primaria, la cara vecchia scuola elementare, avrebbe realizzato facilmente il risparmio, ma la richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie non è diminuita, forse in assenza di altre e diverse politiche sociali nei vari territori, forse per la qualità di un modello di scuola, che ha consentito la crescita armoniosa di tanti alunni: non solo sapere, ma anche saper fare e saper essere; non solo voti ma anche aiuto per chi è meno pronto all’apprendimento, perché le due maestre per classe garantivano le 40 ore settimanali compresa la mensa e da 4 a 6 ore di compresenza. Per accontentare la richiesta delle famiglie, molte scuole hanno dovuto far fronte alla diminuzione degli insegnanti, moltiplicando la rotazione degli stessi nelle classi, con buona pace del maestro unico. Non hanno saputo organizzarsi? Hanno dovuto organizzarsi; nella legge di riforma è infatti confermata la possibilità del tempo più lungo ma solo con le risorse assegnate alle scuole. Anche i contributi statali per il funzionamento sono venuti a mancare e sentiamo che in molte scuole i genitori versano contributi volontari o donano carta per fotocopie o altro materiale, prima acquistati con fondi dati dallo Stato alle scuole. Le famiglie si trovano di fronte a maggiori spese rispetto al passato per quella scuola che la nostra Costituzione vuole obbligatoria e gratuita per almeno 8 anni (art. 34). Forse Regioni, Province e Comuni dovranno fare la loro parte perché i capaci e meritevoli possano raggiungere i gradi più alti degli studi. Alla fine gli alunni e gli studenti di oggi saranno i cittadini di domani. E la scuola secondaria di 1° e 2° ? E l’Universita? Ascoltiamo gli studenti; ascoltiamo le ragioni di chi pacificamente manifesta le proprie idee, se le risorse disponibili sono poche, occorre scegliere come destinarle. |



