| Manovra: tutto da rifare |
| Il partito - Lavoro Imprese |
| Mercoledì 02 Dicembre 2009 00:16 |
Fantasia Finanziaria. Arriva la Finanziaria alla Camera ma dopo tutte le dichiarazioni di facciata ci si accorge che non c'è più traccia del testo che è stato licenziato dal Senato e che, dopo due mesi di iter parlamentare, il governo ora vuole ignorare ogni forma di concertazione con le forze dell'opposizione. Una presa in giro che non potrà essere liquidata in 48 ore.E mentre il Pd chiede la possibilità di ascoltare i ministri interessati alle nuove misure deliberate dal governo per poter dare il proprio contributo a migliorare la legge finanziaria 2010 ecco che dalla stessa maggioranza in Commissione Bilancio arriva lo stop a 12 emendamenti del governo su 14: no ai tagli agli enti locali, no all ripartizione dei fondi dello scudo fiscale, parziale stop alla Banca del Sud. In totale è inammissibile il 60% dei 2.400 emendamenti presentati. Per il capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, Pierpaolo Baretta, "l'inammissibilità per quasi tutti gli emendamenti del Governo rappresenta una svolta nell'esame della Finanziaria, che può riprendere il suo percorso parlamentare senza le pesanti interferenze su temi rilevanti che nulla hanno a che fare con le questioni di bilancio". E il deputato Francesco Boccia invita tutti a confrontarsi con le proposte PD perché "Governo e maggioranza sono in evidente stato confusionale. Dopo la clamorosa bocciatura di 12 dei 14 emendamenti del governo, auspichiamo un reale confronto sulla controproposta del Pd che, invece, ha superato il vaglio dell'ammissibilità e si basa su interventi a sostegno ai redditi più bassi e ai salari, sul patto di stabilità dei comuni e sul credito alla piccola impresa. La finanziaria light di Tremonti discussa al Senato per un mese - aggiunge Boccia - stravolta nei giorni scorsi con interventi contraddittori e di tutti i tipi: dalla salute agli enti locali, dall'agricoltura alla sicurezza, secondo uno schema che ha dato l'impressione di ministri all'arrembaggio del tesoretto dello scudo fiscale, deve ora essere modificata nella sostanza". Crolla così in poche ore una finanziaria "light" che smebrava fatta di sole promesse, pagate care specialmente dai giovani precari e dalle piccole e medie imprese sempre più in difficoltà per l'inerzia del governo nell'affrontare la crisi economica, messa in risalto dai dati dell'ISTAT sulla disoccupazione, schizzata a livelli record. Il numero dei senza lavoro a ottobre, per la prima volta dal marzo del 2004, ha sfondato la soglia dei 2 milioni e il tasso di disoccupazione è salito all'8% dal 7,8% di settembre (più un punto percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), raggiungendo il valore massimo dal novembre del 2004. Per Pier Luigi Bersani, "due milioni di disoccupati sono un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull'occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il dato è ancora più allarmante se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione. "Speriamo - ha continuato il segretario del Pd - che il governo la smetta di dire che le cose vanno bene e prenda atto dei problemi. Noi, già con la mobilitazione dell'11 e del 12 dicembre, che ha al suo centro il tema del lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini insieme a proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta reale all'uscita dalla crisi". "Negli annunciati emendamenti del governo alla finanziaria che riguardano il lavoro, troviamo il solito pannicello caldo sparato con molta enfasi per conquistare qualche titolo di giornale" nota amaramente il capogruppo del Pd in commissione Lavoro Cesare Damiano. "L'una tantum più 'ricca' per i lavoratori a progetto - ha aggiunto Damiano - che può avere un tetto massimo di 4 mila euro l'anno, non è niente altro che un modesto ritocco all'indennità precedente portata dal 20 al 30 per cento della retribuzione. Se si dividono 4 mila euro per 12 mesi, arriviamo ben 333,33 euro mensili. Una cifra sicuramente sufficiente per sopravvivere nella crisi, secondo i calcoli dei soloni governo". "Occorre, inoltre, sottolineare - ha concluso l'esponente del Pd -che si tratta naturalmente della cifra massima raggiungibile e che per acquisire questo diritto bisogna di superare una vera e propria corsa ad ostacoli che quest'anno ha consentito a meno di 2 mila persone in tutta Italia di usufruire di questa normativa". Anche Giuseppe Fioroni, coordinatore del Forum Welfare, boccia il governo: "E' sconcertante che di fronte ai dati Istat che sbattono in faccia al Paese un record di disoccupazione dell'8%, il peggior dato dal 2004, il governo non sappia fare altro se non dire che c'è chi sta peggio. Due milioni di disoccupati, con un tasso di disoccupazione giovanile al 26,9%, e una crescita del 4,5% rispetto ad ottobre dello scorso anno, sono cifre che dovrebbero far accapponare la pelle e spingere il governo ad occuparsi di quella che è la vera emergenza nazionale. Questa è la priorità, non altre, su cui cercano colpevolmente di spostare l'attenzione governo e maggioranza". E ora? La rotta a un governo sempre più confuso la indica Stefano Fassina, neo-responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del Pd: "L'inammissibilità di 12 dei 14 emendamenti del governo alla Finanziaria e l'inammissibilità dell'emendamento per la banca del Sud presentato dall'on. Milanese, consigliere del ministro Tremonti, confermano la confusione e l'approssimazione della politica economica del governo. La disoccupazione continua ad aumentare, le imprese continuano a soffrire e il governo non riesce a definire una strategia per affrontare la crisi. Il Pd darà battaglia in commissione Bilancio per introdurre sgravi fiscali sui redditi da lavoro e da pensione, per estendere il sostegno ai disoccupati, per consentire investimenti agli enti locali e per dare liquidità alle imprese". ** Foto tratta da Liberthalia |