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Home Il Partito Cultura Educazione Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Il partito - Cultura Educazione
Domenica 10 Aprile 2011 23:19

articlesQuousque tandem, Berlusconi, abut?re patientia nostra ?   Dire che, come insegnante e cittadina, sono esterrefatta a sentire le ultime parole del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla scuola pubblica è un eufemismo. È da tempo che stiamo assistendo allo smantellamento sistematico delle nostre Istituzioni: il Parlamento è esautorato nelle sue funzioni ed è impegnato per lo più a risolvere i gravi problemi giudiziari del Presidente;

 

la Magistratura subisce attacchi quotidiani; l'immagine del paese è offuscata da comportamenti riprovevoli e da informazioni spesso contraddittorie tra di loro che suscitano perplessità tra i cittadini e rappresentano, oltre ad un'offesa alla loro intelligenza, un pessimo esempio per i giovani.

Credo che la scuola abbia avuto sempre il compito di trasmettere non solo nozioni ma di operare per la formazione della persona e quindi della futura classe dirigente.

Ogni docente che si rispetti deve insegnare ai ragazzi a pensare con la propria testa: da qui la necessità di offrire una pluralità di informazioni perché poi ciascun ragazzo, rielaborandole, riesca ad avere le sue idee.
Noi docenti pubblici ci adoperiamo sempre perché ogni giovane acquisti la capacità di pensare con la propria testa, (nonostante il martellamento ossessivo dei mass media, come il signor Presidente ben sa, che cercano di smantellare ogni entità pensante) e possa esprimere liberamente le proprie idee.

Di idee liberali (ho anche votato Forza Italia a suo tempo), ho insegnato per molti anni con passione e soddisfazione nella Scuola di Stato ed ho ricoperto anche un ruolo pubblico; ho 67 anni, sono felicemente sposata da 40 con due figli adulti, sono cattolica praticante ma, ho sempre pensato che la religione attenga alla nostra sfera privata e che i valori, come onestà, rispetto di se stessi e degli altri, accettazione del diverso, etc., se sono tali, non abbiano colore confessionale ma debbano trovare riscontro nei comportamenti pubblici e privati della vita quotidiana.

Ora, che il capo del Governo Italiano abbia dichiarato pubblicamente che la Scuola Pubblica disattenda questi valori con un'opera non ben precisata di diseducazione, mi offende e mi indigna profondamente.
I docenti della Scuola Pubblica che hanno già perduto da tempo il loro carisma (i valori di moda sono ben diversi dalla cultura e dalla dignità professionale), sono deboli economicamente e socialmente, ora perdono anche il loro ruolo di educatori.
Cos'altro ancora ?

Lettera firmata

 
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