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Home Il Partito Comunicati stampa Rischio sismico, chiude ufficio postale a Briosco

Rischio sismico, chiude ufficio postale a Briosco
Il partito - Comunicati stampa
Mercoledì 29 Luglio 2009 19:11

briosco_comune
Il sindaco Folco: "Mai scosse importanti nel nostro territorio, le Poste ci ripensino". 
Brambilla (PD): "Il pieno di profitti dell'azienda nel 2009 non giustifica tagli alle sedi". Poste italiane chiuderà domani uno dei due uffici postali di Briosco, piccolo comune di 6000 abitanti in Provincia di Monza e Brianza. La motivazione fornita da Poste italiane, contestata dal sindaco Andrea Folco (PD) che teme che la decisione sia dettata in realtà da esigenze di bilancio, è che l'edificio sarebbe pericoloso e in caso di terremoto potrebbe crollare. L'ufficio postale sarà quindi accorpato a quello in località Capriano, nello stesso comune, probabilmente in via definitiva secondo i disegni dell'azienda.

Immediata la protesta del sindaco, che propone di mantenere gli uffici nello stesso edificio sino all'individuazione di una nuova collocazione nella stessa zona e che ha anche offerto a Poste italiane una sistemazione alternativa a basso costo.

"E' incredibile - obietta Folco -, il rischio sismico nella nostra zona è quasi pari a zero. Ho parlato oggi con il tecnico della proprietà che aveva effettuato la perizia che ha confermato che il rischio è oggettivamente basso. La chiusura comporterà numerosi disagi per tanti cittadini - continua il sindaco -, soprattutto per i pensionati che saranno costretti a ritirare la pensione in un ufficio isolato dove sono più frequenti i casi di aggressioni e rapine".

Sulla vicenda si è espresso anche il Segretario provinciale del PD di Monza e Brianza, Enrico Brambilla: "Anche se trasformata in azienda, Poste Italiane continua ad essere a prevalente partecipazione pubblica, controllata dal ministero dell'Economia, ed è tenuta a svolgere un servizio pubblico, con un'importante funzione sociale. Inoltre proprio oggi il presidente Massimo Sarmi ha annunciato il pieno di profitti del gruppo nel primo semestre 2009: non sembrano quindi esserci ragioni di bilancio che possano giustificare sacrifici. Abbiamo quindi chiesto ai nostri rappresentanti istituzionali di intervenire per scongiurare un grave disservizio a pregiudizio delle fasce più deboli della popolazione". 

Contro la chiusura dell'ufficio postale il sindaco Folco ha promosso una petizione che ha raccolto 900 firme e che è stata inviata alla Direzione di Poste italiane di Monza e al Responsabile settore immobili dell'azienda, presso l'ufficio di Milano.

Monza 28 luglio 2009 – L'Ufficio stampa

 

 

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