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Home Il Partito Politica Berlusconi: A democrazia e libertà "ghe pensi mi"

Berlusconi: A democrazia e libertà "ghe pensi mi"
Il partito - Politica
Mercoledì 14 Ottobre 2009 00:42
berlusconi2302Silvio Berlusconi che all'assemblea generale degli industriali di Monza-Brianza ha esortato gli imprenditori a produrre benessere perchè "a democrazia e libertà ‘ghe pensi mí...". Sacconi "l'Inps di Monza diventerà sede provinciale". Allevi "la Brianza ha bisogno di autonomia". Formigoni "presto la 'dote impresa' per liberare risorse a sostegno delle imprese innovative".
 

Le polemiche di questi giorni dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano che hanno determinato uno strappo istituzionale, non fermeranno il governo. Lo ha assicurato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi che all'assemblea generale degli industriali di Monza-Brianza ha esortato gli imprenditori a produrre benessere "perché per la democrazia e la libertà 'ghe pensi mì ( ci penso io, dice in dialetto milanese)''.

"Non c'è attacco che tenga" - ha detto il premier il quale ha replicato alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che oltre a difendere il presidente della Repubblica, "Rispettiamo Giorgio Napolitano perché rispettando lui si rispetta l'Italia", gli aveva rivolto l'invito a non occuparsi delle polemiche ma solo dell'azione di governo. "Non si può- ha detto Berlusconi - mettere sullo stesso piano chi attacca e chi è attaccato. Io non ho mai attaccato nessuno perché il governo non attacca nessuno. C'è una frangia militarizzata della magistratura che attacca me da 15 anni a questa parte".

"Vorrei che fosse chiaro".  Se ieri a Benevento aveva affermato che i giornali stranieri "sputtanano non solo il premier ma la nostra democrazia e il paese", oggi ha parlato della solidarietà che raccoglie dai primi ministri degli altri paesi: "Quando incontro gli altri primi ministri stranieri che leggono i loro giornali, imbeccati da un quotidiano italiano che getta discredito su tutto il Paese, mi dicono che sono un duro e che nessun altro uomo politico avrebbe resistito agli attacchi che ho subito io".

Per il Cavaliere ci sono molti motivi per dire che il governo proseguirà la sua azione a differenza di ciò che è accaduto nel 1994 quando cadde dopo l'informazione di garanzia notificatagli a Napoli. A questo proposito ha anche ricostruito quello che, secondo lui, è stato il ruolo dell'allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro: "Chiamo' Bossi dicendogli: Berlusconi è nel burrone, se non vuoi andare nel burrone anche tu devi abbandonarlo".

Il governo, quindi, non cadrà anche perché ha affermato il premier "ha la maggior legittimazione di tutti i governi occidentali". E ha ripetuto le percentuali di gradimento secondo i suoi sondaggi: "Siamo al 54% e il sottoscritto al 68,7%, un record storico dei consensi". Oltre alla maggioranza in Parlamento - ha spiegato - la coalizione di centrodestra ha vinto ogni altro appuntamento elettorale aumentando il consenso: "Abbiamo portato via Roma alla sinistra, abbiamo preso l'Abruzzo, la Sardegna e la Sicilia e con le amministrative siamo passati da 5 a 22 milioni di cittadini da noi amministrati".

Agli imprenditori brianzoli ha ricordato la diplomazia commerciale del suo governo a favore delle aziende italiane: "Ci vorrebbe una reazione, una ribellione generale contro i comportamenti 'antitaliani' di una certa stampa, da parte di chi come voi è una colonna del sistema produttivo", ha aggiunto ricordando "gli attacchi" subiti dai quotidiani e dall'opposizione.

(ANSA).

 

 

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