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Home Il Partito Politica Cosche e politica in Brianza, l'assessore provinciale Perri si dimette

Cosche e politica in Brianza, l'assessore provinciale Perri si dimette
Il partito - Monza e la Brianza
Mercoledì 21 Luglio 2010 11:58

Allevi_PerriBrambilla, PD:  le dimissioni sono "un dovere per chi sia reso responsabile di condotte inaccettabili". L'indagine della magistratura sull'ndrangheta travolge anche la giunta provinciale di Dario Allevi: l'assessore al Personale, Rosario Perri in quota al Pdl, ha deciso di dimettersi martedì pomeriggio. La decisione è arrivata al termine di una giornata difficile iniziata con la pubblicazione sui giornali di nuovi brandelli di intercettazioni della magistratura dove il nome del politico compare più volte.

"Pur non essendo indagato – spiega Perri -, ritengo opportuno evitare all'amministrazione ogni imbarazzo e qualsiasi forma di disagio che i recenti articoli di stampa sono in grado di suscitare". In particolare, in una intercettazione Perri racconta al figlio di avere circa 500 mila euro nascosti in un tubo e avere un conto cifrato in Svizzera. Immediate le reazioni del mondo politico locale.

Dario Allevi, presidente della Provincia: - Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vice coordinatore regionale, Massimo Corsaro. "Ferma restando la presunzione d'innocenza – aggiunge Corsaro -, le dimissioni sono un atto dovuto per togliere la giunta da qualsiasi imbarazzo".

Per il consigliere regionale Pd, Enrico Brambilla, infine, le dimissioni sono "un dovere per chi sia reso responsabile di condotte inaccettabili come il tentativo di portare all'estero capitali". E infine, Daniele Cassamagnago, di Sel: "E' di fronte alle dimensioni inquietanti che la vicenda sta assumendo, con un’indagine che mette in luce la capillarità della presenza della ‘ndrangheta sul nostro territorio e le manovre per infiltrarsi nelle istituzioni locali, che chiediamo che il Consiglio provinciale si riunisca in seduta straordinaria per affrontare la questione”.

L'indagine della magistratura, ribattezzata "Infinito", ha portato all'arresto di circa 300 persone. Dalle carte dell'inchiesta è emerso il profondo livello di radicamento delle 'ndrine calabrese nel tessuto sociale della Lombardia. Il nome di Perri, assieme al quello del consigliere regionale del Pdl, Massimo Ponzoni, è emerso più volte, sebbene entrambi non risultino essere iscritti nel registro degli indagati. Ponzoni viene definito dai pm come "capitale sociale dell'organizzazione", mentre sul conto di Perri sono risultate alcune intercettazioni ambientali dove l'uomo confida al figlio di conservare 500 mila euro all'interno di alcuni tubi e di avere aperto un conto cifrato in Svizzera, che avrebbe chiuso "fra tre o quattro anni quando ci sarà la sanatoria per far rientrare i soldi dall'estero".

da mbnews.it - Scritto da Riccardo Rosa

 

 

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