| Walter Mapelli: la Brianza tra camorra e 'ndrangheta |
| Attività istituzionale - Comunicati |
| Giovedì 20 Maggio 2010 16:36 |
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Lunedì il sostituto procuratore Walter Mapelli, nel corso di una audizione in Provincia, ha tracciato un quadro chiaro della presenza della malavita organizzata in Brianza e ha dato qualche indicazione ai politici sulle modalità con cui contrastare le infiltrazioni. Cosa Nostra e la Sacra Corona Unita, ha spiegato, non sono radicate sul nostro territorio e alcuni omicidi registrati negli anni Novanta sono rimasti episodi occasionali dovuti a faide tra cosche attive nel Sud. La situazione cambia completamente per quanto riguarda la camorra, come indicano i processi a Pasquale Izzo e per il fallimento della società Xpharma, acquisita e portata alla chiusura da un gruppo legato a un clan campano. Sono invece riconducibili alla 'ndrangheta i procedimenti in cui sono indagati i Barbaro, i Paparo, i Mancuso, le vicende del Magic Movie di Muggiò e delle discariche abusive di rifiuti scoperte in diversi comuni brianzoli. Proprio quest'ultimo episodio presenta anche una nota positiva: «Le indagini della Polizia provinciale sono state avviate grazie alle segnalazioni di cittadini», ha ricordato Mapelli che ha richiamato gli amministratori alle loro responsabilità . «È fondamentale che la Provincia chieda quel che le spetta- ha raccomandato- è indispensabile che ottenga il potenziamento della Guardia di finanza. Ci attendono anni di grandi sofferenze e la presenza di investigatori specializzati nel recupero dell'evasione è importante». Un comando con più uomini potrebbe anche vigilare meglio «sulla filiera immobiliare dove la 'ndrangheta è dominante e sorvegliare sui meccanismi dell'usura» che spesso colpiscono le aziende in difficoltà . I politici non sempre sono stati in grado di comprendere quel che accadeva intorno a loro, ha aggiunto il magistrato che ha citato il caso del Magic Movie: le attività illecite, tra cui il riciclaggio, compiute da cinesi e calabresi sono state favorite «dall'inconcludenza delle amministrazioni locali che hanno mutato la destinazione» originale della multisala. Mapelli ha invitato a prestare attenzione alla stesura dei bandi di appalto, a fissare paletti che escludano le ditte «chiacchierate o sotto inchiesta» e a prevedere punteggi aggiuntivi per quelle società che garantiscono il rispetto della legalità e la sicurezza dei lavoratori. Ha invece bocciato l'idea di costituire una commissione provinciale antimafia, proposta più volte da Sebastiano La Verde di Italia dei Valori: «Non sono favorevole al proliferare degli organismi» ha commentato. Da Ilcittadinomb.it – 19 maggio 2010 - Monica Bonalumi |


