Non può passare la legge del più forte

“Il Pd è in piazza accanto al movimento Donna, vita e libertà e agli studenti iraniani dalla morte di Mahsa Amini, nel 2022. Lì non ho mai visto Meloni, Tajani o Salvini: non ho mai visto questa destra ipocrita che ci accosta al regime che abbiamo sempre condannato”. Così la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, in un’intervista a La Stampa. “In quelle piazze, prosgue Schlein, abbiamo sempre chiesto alla comunità internazionale di agire con tutti gli strumenti della diplomazia e del dialogo, per isolare il regime e sostenere la resistenza iraniana. Cos’ha risolto, il mondo, con le guerre? Dovremmo aver imparato qualcosa dal secolo scorso” aggiunge.

“Sono intervenuta in commissione Esteri ribadendo la posizione che abbiamo da sempre: siamo sempre stati chiari sulla condanna del brutale regime teocratico di Teheran, Khamenei era un dittatore sanguinario e di certo non ci mancherà. Per noi, però, c’è al contempo un problema: siamo convinti che gli attacchi militari fatti violando il diritto internazionale e scavalcando ogni sede multilaterale siano pericolosi, un precedente pericoloso, perchè allora qual è il criterio? Decide Trump? Simpatia personale? In un ordine mondiale ci sono delle regole condivise, non è che qualcuno una mattina può svegliarsi e decidere di bombardare un Paese”.

Il ministro Crosetto? “Come ho già detto – afferma ancora -, hanno passato anni a raccontare la relazione privilegiata con Trump e poi non sono nemmeno stati informati prima, al punto che il ministro è rimasto bloccato a Dubai”.

Qualcuno di loro, però, potrebbe contrapporre la stessa idea di Renzi: ora almeno Khamenei non c’è più… “E se domani il problema siamo noi? Chi – prosegue la leader del Pd – ce l’avrà un argomento? Qual è il criterio se vale soltanto la legge del più forte? Se il problema fosse Sanchez, che Musk ha definito un traditore e Trump minaccia di sanzionare? O qualcuno che vince in futuro in Italia?”.

“Se qualcuno pensa di riportarci al Novecento con le logiche di potenza, solo aggiornate al nuovo asse tra gli oligopoli di multinazionali e miliardari che detengono i nostri dati in tasca e il peggior nazionalismo di destra che porta nuove guerre, noi non ci stiamo. Anche perché la gente vuole tranquillità. E su questo siamo riflettendo tanto”, ha detto ancora Schlein, sottolineando che “lo schiacciamento del nostro Paese sull’amministrazione americana ci sta facendo perdere il ruolo di ponte ed interlocutore che abbiamo sempre avuto in Medio Oriente”.

Le destre hanno saputo vincere le elezioni in tanti Paesi e far crescere il consenso perché hanno alimentato le paure reali delle persone, che non vanno mai sottovalutate. Non offrono soluzioni ma nemici: il diverso, i migranti, gli effetti della globalizzazione, la paura di essere esclusi. Oggi invece per la prima volta sono loro che fanno paura perché stanno portando il caos e non lo stanno portando soltanto con le guerre commerciali, ma con azioni militari, persino nelle loro città. Saranno i cittadini a fare un bilancio del governo Meloni” conclude Schlein.

“Crescita a zero, i salari tra i più bassi d’Europa, la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni e un calo della produzione industriale. Chi può dire di stare meglio rispetto a prima?”, questi i risultati del governo Meloni che ricorda Schlein. A cui va aggiunta la prospettiva della fine dei soldi del PNRR. “Nonostante siamo stati i maggiori beneficiari, siamo penultimi in Europa per il dato di crescita prevista nel 2026. Noi continuiamo a chiedere al governo di fare insieme la battaglia per proseguire gli investimenti comuni europei: eppure sono stati rinunciatar“, sottolinea la segretaria dem, “perché non li vogliono né Trump né Orban, non vogliono un’Europa più integrata e forte”, spiega.

E sul referendum costituzionale, sottolinea che “non migliora la giustizia per gli italiani,non rende più veloci i processi, non stabilizza i precari. Il ministro Nordio si chiede perché io non capisco che questa riforma aiuterà anche me se andrò al governo. Io rispondo che in una democrazia voglio che chi governa sia sottoposto a controlli

Sulle rilevazioni che danno Meloni ancora avanti, la segretaria del Pd è netta: “i sondaggi li lascio a loro, io mi occupo di provare a vincere le elezioni: nelle ultime tredici regionali la nostra coalizione ha preso più voti assoluti della coalizione di governo. Nei voti veri siamo avanti. Ogni proposta politica economico-sociale da loro non viene solo bocciata, ma  nemmeno discussa: il salario minimo, il congedo paritario, mentre si riempiono la bocca di retorica sulla famiglia, oggi la riduzione orario a parità di salario”.

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