E le famiglie restano senza risposte.

“I dati del nuovo report della Fondazione Agnelli, diffusi a una settimana dalla scadenza del 30 giugno, raccontano il fallimento di un’occasione storica. A fine febbraio era stato speso solo il 45,6% dei fondi PNRR destinati al sistema Istruzione: una percentuale ancora ampiamente sotto gli obiettivi del Piano, nonostante un’accelerazione rispetto ai mesi precedenti.

Sugli asili nido il bilancio è ancora più amaro. Il Governo, con la revisione del Piano richiesta all’Ue, ha tagliato le risorse per i nuovi posti da 4,6 a 3,8 miliardi: il risultato, certificato dalla Fondazione Agnelli, è che i nuovi posti scendono da 264mila a poco più di 150mila. Meno fondi, meno posti, meno futuro per le famiglie italiane.

E infatti oggi, secondo i dati Istat più recenti, il 59,5% dei nidi e delle sezioni primavera ha liste d’attesa, una percentuale che nei servizi pubblici sale al 68,9%. In Italia frequenta un nido poco meno di un bambino su tre: un diritto che resta un privilegio legato al territorio e al reddito, mentre persistono forti divari tra Centro-Nord e Mezzogiorno, con regioni come Calabria, Sicilia, Campania e Puglia ancora drammaticamente indietro.

A peggiorare il quadro, come segnala Anci, c’è il nodo della gestione corrente: il PNRR ha finanziato la costruzione degli edifici, ma non le spese ordinarie — personale, mense, utenze — che restano in larga parte a carico dei Comuni. Senza un sostegno strutturale, il rischio è che le nuove strutture restino sottoutilizzate o non aprano mai, vanificando l’investimento fatto.

Non è un caso isolato: lo avevamo già denunciato lo scorso aprile, quando il Documento di finanza pubblica ha sancito il raggiungimento dell’obiettivo dei posti minimi negli asili nido in ciascuna regione abbassandolo dal 33% al 15%. Non era un passaggio tecnico, ma una precisa e grave scelta politica, nella stessa linea già adottata nell’autunno 2024 dal Piano strutturale di bilancio di medio termine. Per legge l’obiettivo resta il 33% di copertura in ogni Comune entro il 2027: giustificare oggi un target più basso significa fermare nuovi posti, rallentare gli investimenti e mettere a rischio anche le risorse già stanziate, comprese quelle del PNRR.

E proprio sul fronte della gestione corrente, va ricordato che le risorse per il personale erano già state messe in campo dal governo Draghi nella sua ultima legge di bilancio, insieme al target del 33% dei posti a livello locale. Un impegno che questo Governo ha smontato pezzo dopo pezzo, scegliendo di tagliare anziché di completare un lavoro già avviato.

Questo Governo aveva nelle mani un’occasione unica per costruire un sistema educativo 0-6 anni all’altezza di un grande Paese europeo. L’ha ridimensionata, rallentata e lasciata a metà. Le famiglie italiane meritano risposte vere, non posti tagliati sulla carta.” Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd

Preferenze Cookies utente
Usiamo i cookie per assicurarti di ottenere la migliore esperienza sul nostro sito Web. Se rifiuti l'uso dei cookie, questo sito Web potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta tutto
Rifiuta tutto
Leggi tutto
Essenziali
Per la navigazione nel sito non memorizziamo cookie ma solamente gli accessi ed il tempo di permanenza sulle singole pagine visitate al fine di valutarne il gradimento.
Analitici
Potrebbero esserci Cookie necessari per garantire autenticazioni informatiche, monitorare, memorizzare sessioni riguardanti gli utenti che accedono per informazioni e/o richieste
Analitici
Strumenti utilizzati per analizzare i dati per misurare l'efficacia di un sito Web e per capire come funziona.
Google Analytics
Advertisement
If you accept, the ads on the page will be adapted to your preferences.
Google Ad
Salva