Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’indipendenza della magistratura. Non è un tema che interessa solo i magistrati, ma incide direttamente sui diritti e sulle garanzie di ogni cittadina e cittadino.
In queste FAQ trovi le principali questioni in gioco, le ragioni del NO e gli effetti concreti che la riforma potrebbe avere sulla nostra democrazia e sulla tutela dei diritti.
Questa riforma riguarda solo i magistrati?
No.
La riforma riguarda tutte e tutti noi. Se l’autonomia della magistratura viene indebolita, anche i diritti dei cittadini diventano più fragili: dalle cause di lavoro alle decisioni sui diritti civili, serve un giudice indipendente per garantire tutela effettiva.
Qual è il vero obiettivo della riforma?
L’obiettivo è indebolire l’autonomia della magistratura e porla sotto il controllo del governo, alterando l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione.
Quali problemi della giustizia restano irrisolti?
La riforma non interviene su problemi concreti come:
- la lentezza dei processi
- il sovraffollamento delle carceri
- la carenza di personale
- la stabilizzazione dei 12.000 precari della giustizia
Non prevede misure per rendere i processi più veloci o ridurre gli errori giudiziari.
È vero che serve la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri?
Le carriere sono già separate nei fatti.
Dopo la riforma Cartabia, i passaggi di funzione sono diventati rarissimi (meno di 30 magistrati l’anno su oltre 9.000). Per questo modificare la Costituzione per questo motivo è inutile e dannoso.
La riforma renderà la giustizia più efficiente?
No.
La riforma non accelera i processi né migliora l’efficienza del sistema giudiziario. Ad ammetterlo è stato lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo cui la riforma non influisce in alcun modo sulla velocità dei processi.
Che cos’è il CSM e perché è centrale nella riforma?
Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è organo di rilevanza costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica e garantisce l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati dal potere politico. La riforma mira a indebolirlo per rendere più controllabile ogni singolo magistrato.
Il sorteggio dei membri del CSM elimina il potere delle correnti?
No.
Il sorteggio sostituirebbe l’elezione con un meccanismo casuale che indebolisce competenza e autorevolezza dell’organo, rendendolo più vulnerabile alle pressioni politiche.
Quali sarebbero le conseguenze concrete della riforma?
Se vincesse il Sì, avremmo:
- un pubblico ministero separato e più autoreferenziale
- un giudice più debole
- un maggiore controllo politico sul potere giudiziario
Il risultato sarebbe uno squilibrio tra i poteri dello Stato.
Come è stata approvata la riforma?
Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, una riforma costituzionale di questa portata, che modifica ben 7 articoli della Costituzione, è arrivata in Parlamento blindata dal Governo e non è stato possibile modificare neppure una virgola.
Perché il tuo voto è decisivo?
Il referendum non prevede quorum, vince chi ottiene un voto in più. Ogni scelta conta, ogni voto conta. Una giustizia più debole rende cittadine e cittadini più deboli, meno diritti per tutte e tutti. Ogni voto è determinante.