Servono investimenti strutturali
Manzi: “I dati Invalsi presentati oggi meritano attenzione e non trionfalismi. Il presidente Ricci lo dice con chiarezza: a sei anni dal Covid i risultati scolastici restano sotto i livelli pre-pandemici, e la stessa Invalsi ammette di non saperne spiegare fino in fondo le ragioni. Un’onestà istituzionale che dovrebbe indurre il Governo a maggiore prudenza, invece di rincorrere annunci trionfali su singoli indicatori.
Il calo delle competenze matematiche alla primaria, fino al 10% in meno rispetto al 2019, con solo il 60% dei bambini che raggiunge il livello base, è un campanello d’allarme che riguarda le fondamenta stesse dell’apprendimento. E il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno, che in matematica arriva a 15-20 punti percentuali, certifica ancora una volta che l’Italia resta un Paese a più velocità sul piano educativo.
Il calo della dispersione scolastica è una buona notizia, ma non può essere usato come schermo per non guardare in faccia le criticità che restano. Non bastano gli annunci sui programmi: servono investimenti strutturali e continuativi sulla scuola, tempo pieno, formazione docente, potenziamento del sostegno e valorizzazione del personale scolastico, a partire da chi lavora quotidianamente sull’organizzazione didattica.
La scuola italiana ha bisogno di una visione di lungo periodo, non di misure spot. È importante mettere in campo un piano serio e strutturale per la scuola che non lasci indietro nessun territorio e nessuno studente. Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.